Gli sterilizzatori a raggi UVC per il trattamento dell’aria, appunti tecnici


16 Aprile 2020, fonte WTS

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Perché scegliere uno sterilizzatore per aria UV? La risposta ovvia e incompleta è per avere aria sana, ma perché scegliere la tecnologia UV e non altre soluzioni ? vediamo qui a seguire di entrare più nel dettaglio con dati e ragionamenti tecnici.

Abbiamo scelto di focalizzare sul tema di sterilizzare l’aria e non purificarla, al momento ci si preoccupa di rimuovere dall'aria batteri, microrganismi, virus compresi. La depurazione comprende aspetti organolettici che spesso rendono i dispositivi “accessori domestici”, senza una vera e propria caratteristica di rimozione dei microrganismi dall'aria. Gli impianti che abbiamo progettato e dimensionato sono per uso professionale . La potenza delle sorgenti luminose UVC è elevata. Si tratta di sorgenti che operano nella lunghezza d’onda necessaria per avere effetti di distruzione del DNA, sono lampade al mercurio in bassa pressione con un picco di emissione a 254 nm.

I nostri dispositivi non emettono luce diretta verso l’esterno per il semplice motivo che l’esposizione del corpo umano, e soprattutto degli occhi,  alle radiazioni ultraviolette nello spettro C sono estremamente pericolose: Quando vediamo ad apparecchi che diffondono direttamente luce violetta, ci vengono immediatamente in mente i giocattoli. La luce violetta non significa nulla se non il senso di pulizia, e se fosse effettivamente radiazione UVC sarebbe pericolosissima (ustioni, distruzione della retina etc…). Lasciamo da parte questi giocattoli per approfondire il tema dei nostri sterilizzatori.

Il flusso d’aria viene convogliato in una camera dove è presente una forte radiazione UVC.  La potenza emessa è calcolata in funzione della portata d’aria in maniera che la dose sia sufficiente a inibire la duplicazione del DNA distruggendo i microrganismi. Il dimensionamento è per 30.000 micro Joule/cm2 s. Al momento non vi è un dato scientifico sulla dose necessaria per inattivare il famigerato COVID-19, quello che possiamo dire è che SARS e virus influenzali simili hanno una dose di inattivazione tra gli 8000 e 20000 microJ/cm2S. Per maggiori informazioni sulla dose minima di radiazione UV potete consultare un articolo di qualche anno fa sui debatterizzatori UVC per acqua

Abbiamo in produzione diversi tipi di impianti da 60 e 150 e 600 metri cubi ora. Ossia,  posto un nostro Wat Air 60 in una stanza di 20 metri quadrati dopo un’ora avremmo la sterilizzazione dell’aria presente.

La produzione dell’Ozono opportunità e rischio da gestire

Forniamo gli impianti di timer temporizzatori in quanto, questi dispositivi hanno come effetto secondario la produzione di Ozono che ha effetti benefici di sterilizzazione, ma è potenzialmente pericolo e nocivo per la salute umana se concentrazione ed esposizione supera certi livelli. Una tabella in merito per una esposizione di 8 ore consecutive

PPBEffetti sulla salute umana
4Limite per esposizione prolungata no limit
20Limite massimo per esposizione
40No effetti avversi riscontrati
80Diminuzione della funzionalità polmonare
120Aumento più importante dei sintomi respiratori

La produzione dell’ozono è un effetto secondario, utile, ma deve essere gestito in quanto potenzialmente nocivo per la salute umana. Infatti non a caso la sterilizzazione degli ambienti con generatori di ozono abbisognano sempre di un processo di rimozione forzato dell’ozono residuo, con abbattimento catalitico o con ricambio d’aria. In un ambiente chiuso senza scambio di aria, i nostri impianti devono cessare di lavorare 2 ore prima dell’ingresso di persone in maniera da rimuovere per decadimento naturale l’ozono prodotto. Esempio in un ufficio di 20 mq, faccio funzionare l’impianto con il temporizzatore al mattino dalle 5 alle 6 in maniera continuata, per avere all’ingresso del personale alle 8 l’aria salubre sterilizzata senza presenza dannosa di ozono. L’ozono prodotto decade e scompare, dopo aver comunque svolto un effetto benefico sulle superfici a contatto con l’aria sterilizzata  con i nostri apparecchi

 Punti di forza

 E’ uno sterilizzatore e non un “purificatore” d’aria. Lavora sulla tecnologia UV C con lampade Philips in bassa pressione.

La dose di radiazione UVC emessa è calcolata per ogni impianto  per sterilizzare al passaggio l’aria.

La struttura interna è in alluminio per migliorare la riflessione della radiazione UV

La radiazione principale è a 254nm, questa lunghezza d’onda è disattiva la duplicazione del DNA di batteri, microrganismi, virus compresi

Le lampade emettono un picco secondario con lunghezza a circa 180nm (UV Vacum), il che porta a generare Ozono, O3, che funzioni battericide elevate.

In un ambiente chiuso, la saturazione con la produzione di Ozono è funzionale alla dimensione del volume totale. Esempio in una stanza di 20 mq, circa 60 m3 d’aria, una lampada UV da 16 Watt produce circa 200 mg /h, e satura quindi l’ambiente con una concentrazione di  3.2 mg/m3, ossia  1600 PPBV considerando che la concentrazione si dimezza in aria alla temperatura di 22 °C dopo un’ora di funzionamento la concentrazione finale è di circa 800 PPB ossia 0.8 PPM.

Questa concentrazione di Ozono è non sufficiente per aver certezza sterilizzare le superficie a contatto con la massa d’aria, ma sicuramente ha un effetto positivo

In locali con frequente scambio d’aria con l’ambiente esterno gli impianti possono funzionare di continuo, ad esempio in un negozio con frequente ingresso uscita del pubblico

Punti deboli

Ad oggi non esiste un dato certo sulla dose necessaria di radiazione UVC per inattivare il Virus COVID-19. I virus più vicini come tipologia, SARS e influenzali, hanno una dosa di inattivazione compresa tra 8000 e 20.000 microJ/cm2s

L’utilizzo in locali senza scambio d’aria deve essere effettuato in assenza di persone per un tempo limitato in proporzione a volume del locale e possibilmente 2 ora prima dell’accesso delle persone , oppure arieggiando la struttura (in questo caso si utilizza la capacità battericida dell’ozono sulle superfici)


Una gestione non corretta con esposizione prolungata all’ ozono presenta rischi per la salute umana, gli impianti devono sempre essere monitorati e programmati in funzione dei volumi da trattare.

Come programmare un impianto di sterilizzazione aria

Esempio di programmazione di un impianto WAT AIR 150 da installare in un locale di 40 mq. Generalmente un ufficio ha una altezza del soffitto di 3 metri, e quindi stimiamo una cubatura di 120 m3.   Voglio sterilizzare l'ambiente prima dell’ingresso del personale. Facendolo lavorare 1 ora, arrivo ad una saturazione leggermente sotto la soglia 1,o ppm. (150/120×0.8) (valore A). Questo valore di concentrazione di Ozono deve scendere sotto lo 0,08 PPM prima dell’ingresso di personale Valore B. Il calcolo si esegue matematicamente con il logaritmo in base 2 del rapporto tra valore iniziale e valore finale moltiplicato per 40. e fornisce il valore esatto del tempo necessario di decadimento.

In maniera pratica, con una temperatura ambiente di 20 °C per ogni ora di funzionamento è bene attendere 2 ore. Sempre che l’impianto abbia lavorato su una cubatura adeguata. Ossia se faccio lavorare un Wat Air 150 su di una cubatura di 60 m cubi devo fare le adeguate proporzioni per tempi di lavoro e tempi di decadimento.

 



EFFETTI DELLA QUALITÀ’ DELL’ARIA SUL NOSTRO ORGANISMO:

Gli adulti hanno un'assunzione d'aria fino a 20-30 kg al giorno.
Come tutti sappiamo, l'aria è il materiale più importante per il mantenimento della vita.
La medicina mostra che respirare l'aria pura può favorire la circolazione sanguigna. Tuttavia, il problema della qualità dell'aria ha sempre eroso le nostre vite ...

Il sondaggio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che circa la metà delle persone del mondo sono esposte all'inquinamento atmosferico indoor e che il numero di persone che sono morte ogni anno nell'inquinamento ambientale indoor ha raggiunto i 4 milioni.

L'indagine dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che l'inquinamento ambientale indoor ha causato il 35,7% delle malattie respiratorie, il 22% delle malattie polmonari croniche, il 15% di bronchiti e cancro ai polmoni.


PURIFICATORI D’ARIA “AirPur” DI NATURABLU

Respira la differenza.

L'aria pulita è fondamentale per la salute.

I purificatori d’aria AirPur di Naturablu sono elettrodomestici che possono aiutarci a eliminare le sostanze potenzialmente tossiche sospese nell’ aria che respiriamo. In particolare, riescono a eliminare:

  • Polvere
  • Allergeni
  • Virus
  • Germi
  • Batteri
  • Altre sostanze inquinanti

Vi sorprenderà sapere che in casa, solo nel tappeto possiamo trovare fino a 8 volte il suo peso in sporcizia, pesticidi, liquidi provenienti dalle auto e veleni presenti sul suolo portati in casa dalle nostre scarpe.

Le sostanze inquinanti sospese nell’aria che respiriamo ci predispongono a diversi tipi di allergie, non solo a carico delle vie respiratorie. Le sostanze sprigionate dall’uso dei classici detergenti chimici che usiamo per pulire casa, per esempio, riescono a “sensibilizzare” la nostra pelle aumentando il rischio di dermatite allergica e altre infiammazioni.

I purificatori d’aria AirPur di Naturablu risultano ancora più utili per chi ha animali domestici. Questi elettrodomestici riescono a ridurre i sintomi di allergie al pelo di animali. Restando in tema allergie, riescono a migliorare la situazione di chi soffre di allergia agli acari della polvere, di sinusite ricorrente o ha altre patologie alle vie respiratorie come asma e infiammazioni varie. L’inquinamento domestico è tra le cause principali dell’allergia. Un buon purificatore d’aria può migliorare la situazione generale del soggetto allergico.

ALLERGIE

Le allergie sono aumentate drasticamente durante l'ultimo decennio.

  • Le allergie riducono il livello di concentrazione fino al 30%.
  • Più alta è la probabilità di imbatterci in allergeni e portatori di allergie, maggiore sarà il rischio di contrarre allergie.
  • Il rischio di contrarre le allergie non si riduce con l'avanzamento dell'età.

Le allergie e le malattie allergiche sono causate da una eccessiva reazione del corpo a quelle che in realtà sono sostanze innocue come peli di animali domestici, pollini, alimenti, medicinali e acari della polvere. Le reazioni inadeguate del corpo a questi allergeni sono chiamate reazioni allergiche. 

Queste reazioni si presentano con sintomi come: naso chiuso o gocciolante, lacrimazione eccessiva, prurito, irritazione cutanee e difficoltà respiratorie. Lo shock allergico è la reazione più pericolosa per la nostra salute causata da un allergene, che può anche provocare un arresto cardiaco. 

Il purificatore d'aria AirPur di Naturablu è una soluzione a questo tipo di problema. Infatti utilizzando il purificatore d'aria si può rimuovere oltre il 99,97% degli inquinanti nocivi presenti nell'aria interna.

ASMA

  • L'asma si può presentare a qualsiasi età.
  • Negli ultimi 20 anni il numero di persone asmatiche è aumentato in modo significativo.
  • Più del 90% dei casi di asma infantile sono dovuti dalla presenza di polvere e acari negli ambienti.
  • Quasi 1 bambino su 10 soffre di malattie respiratorie come l'asma.
  • Mediamente il 5.9 % degli adulti in Europa ha sofferto d'asma nell'età infantile.

L'asma è una malattia respiratoria che può provocare un'infiammazione delle vie respiratorie. 

I sintomi tipici dell'asma sono tosse secca e continua, tosse durante le ore notturne e difficoltà a respirare. Altri sintomi comuni sono l'ansia e irrigidimento del petto. L'asma può essere causata da fattori genetici, ma anche dalla presenza di acari e polvere negli ambienti, infezioni nelle vie respiratorie provocate sin dall'età infantile ed inalazione di fumi chimici. I fattori aggravanti dell'asma possono essere polvere, odori sgradevoli, fumo, forti raffreddori, ma anche forti reazioni emotive come la rabbia, la paura o la gioia.  

Il paziente può diminuire i sintomi, ma ricordiamo che l'asma deve essere curata da un medico.

Il purificatore d'aria AirPur di Naturablu rappresenta una soluzione per questo tipo di problema. Infatti, l'utilizzo del purificatore d'aria può rimuovere oltre il 99,97% degli inquinanti nocivi.

RAFFREDDORE

  • Uno starnuto può immettere nell'aria fino a 3000 gocce infettive a più di 100 miglia orari.
  • Virus del raffreddore e dell'influenza possono vivere fino a 24 h su superfici solide come scrivanie e tavoli.
  • L'influenza dopo 1 - 4 giorni dall'aver contratto il virus può provocare ostruzione alle narici, tosse, febbre, dolori muscolari e debolezza muscolare.
  • I virus influenzali possono colpire tutti a qualsiasi età.

Ogni anno durante l'autunno e l'inverno è importante difendersi da virus iniziando dall'abitazione domestica, che consideriamo "disinfettata" una volta che i tappeti ed i pavimenti sono stati puliti con l'aspirapolvere. Invece non è così, milioni di particelle influenzali possono restare sospese nell'aria e "cadere" sulle superfici che tocchiamo giornalmente. Una pulizia regolare con un disinfettante che distrugge virus e batteri può aiutare ad eliminare le particelle che sono cadute sui pavimenti, rubinetti e controsoffitti senza mai dimenticarci dell'importanza della qualità dell'aria che respiriamo in casa. 

Il purificatore d'aria AirPur di Naturablu è una soluzione a questo tipo di problema. I purificatori d'aria possono rimuovere i microbi delle più piccole dimensioni presenti nell'aria, riducendo la presenza di germi nocivi che non solo portano virus influenzali, ma anche polvere, pollini, muffe, peli d'animali e fumo che possono aggravare le allergie. 

ACARI E POLVERE

  • Le particelle della polvere sono generalmente prodotte dagli essere umani e dagli animali. La polvere domestica è un miscuglio composto da capelli, peli di animali domestici, pelle secca, tessuti, spore fungine, batteri e acari della polvere.
  • Quotidianamente cambiamo circa 1.5 grammi di pelle, che è sufficiente per alimentare milioni di acari della polvere. Un singolo acaro produce dai 20 ai 40 pezzi di escrementi al giorno.
  • La più alta concentrazione di escrementi rilasciati dagli acari della polvere in casa si verifica nei mesi di cambio stagione quali: Ottobre e Novembre, Marzo e Aprile.
  • In un singolo materasso possono vivere oltre 2 milioni di acari!
  • La polvere sottile riduce le aspettative di vita e può provocare molte malattie, soprattutto al sistema respiratorio. Le particelle inalate raggiungono i nostri bronchi per poi finire nel nostro circolo sanguigno.

Gran parte delle persone trascorrono circa il 90% del proprio tempo in luoghi al chiuso. Ecco perché la qualità dell'aria degli ambienti interni dovrebbe essere più importante rispetto a quella degli ambienti all'aperto.

L'aria inquinata ha una composizione diversa a causa del fumo, della fuliggine ed odori sgradevoli. Ogni giorno respiriamo tutte queste particelle aeree. 

I nostri filtri naturali sono le mucose presenti nel naso e nella gola. Esse possono catturare particelle di dimensioni fino a 5 µm, proteggendo così i polmoni dalla loro inalazione. Per esempio la dimensione del polline va dai 10 ai 100 µm, ma spesso le dimensioni di molte particelle presenti nell'aria sono più piccole di 5 µm. 

Il purificatore d'aria AirPur di Naturablu è una soluzione a questo problema. Infatti l'utilizzo del purificatore d'aria può rimuovere fino al 99,97% degli inquinanti nocivi.

ODORI SGRADEVOLI

  • Le persone che sono esposte al fumo negli ambienti interni rischiano 2-3 volte di più di contrarre malattie alle vie respiratorie.
  • Alcuni odori sgradevoli si riflettono negativamente nel tuo ambiente.
  • L'inalazione di vapori e odori può causare seri problemi alla salute.

Gli individui soffrono di questi sintomi in modo diverso e in svariate misure. Bisogna essere consapevoli della provenienza di questi contaminanti aerei potenzialmente pericolosi, questo è il primo passo verso la prevenzione. Le cause possono essere fumo, aria non fresca, cattivi odori della cucina e del bagno, inchiostro, toner, vernici, colle e detergenti chimici utilizzati per la pulizia. 

Evitare l'esposizione agli inquinanti aeriformi, che sono nocivi per la salute umana, non è sempre facile. Gli inquinanti esterni come i fumi industriali, i gas rilasciati dalle automobili e il fumo passivo sono spesso difficili da evitare. Per quanto riguarda l'aria degli ambienti interni abbiamo la possibilità di controllare e migliorare la sua qualità grazie ad un purificatore d’aria AirPur di Naturablu.


Inquinamento, Orb Media: lʼ83% dellʼacqua potabile contiene plastica

In Europa il 72% dei campioni è contaminato. Una bottiglietta da mezzo litro contiene mediamente 1,9 microfibre.


Inquinamento, Orb Media: l'83% dell'acqua potabile contiene plastica

In tutto il mondo l’acqua potabile, quella utilizzata anche per le utenze domestiche, è contaminata da microscopiche fibre di plastica. Lo rivela uno studio condotto da Orb Media, un’organizzazione no profit specializzata in giornalismo d’inchiesta con sede a Washington. Grazie alla collaborazione con i ricercatori dell’Università del Minnesota e dell’Università statale di New York, gli esperti di Orb hanno riscontrato la presenza del materiale inquinante nell’83% dei 159 campioni raccolti in città grandi e piccole di tutti i continenti.

Da tutti i rubinetti, compresi quelli del Congresso e della Trump Tower, escono piccolissime quantità di plastica. Il triste primato dell’acqua più inquinata spetta agli Stati Uniti, con il 94% dei campioni positivi, seguiti da Libano e India. Più rosea la situazione in Europa: nel nostro continente è stato riscontrato il tasso di contaminazione più basso (72%) con punte negative in Germania, Regno Unito e Francia. Ogni bottiglietta d’acqua che acquistiamo (500 millilitri) contiente mediamente 1,9 fibre, mentre chi vive negli Usa beve, in media, 4,8 microplastiche ogni mezzo litro.
 
L’invasione della plastica ha contaminato gli oceani, i fiumi, i laghi, l’aria e il suolo. Non c’è luogo sulla Terra "immune" dall’inquinamento. E le conseguenze potrebbero essere importanti, sia per l’ambiente sia per la salute della popolazione umana mondiale. "Le microfibre stanno impattando sulla fauna in modo preoccupante - ha detto Sherri Mason, la ricercatrice dell’Università di New York che ha supervisionato lo studio - come possiamo pensare che non stiano impattando su di noi?".

FONTE: 

TGCOM24 GREEN

6 SETTEMBRE 201716:28


IL NUOVO SCONTRO

Veneto, acque inquinate. Scontro con Lorenzin, Zaia: «Roma non tutela la salute»

Zaia: «Faremo una legge da soli». Lorenzin: «Questo rimpallo di responsabilità non è una buona cosa, mi sorprende che il governatore dica che il governo non agisce perché abbiamo individuato noi il problema qualche anno fa»

di Marco Bonet

Il governatore del veneto Luca Zaia

Il governatore del veneto Luca Zaia

Il Veneto «non può invocare autonomia sui piani vaccinali nazionali e dimenticare la propria responsabilità nell’attuazione di misure che lo vedono in primissima linea per quanto è accaduto e per quanto è stato finora compiuto». A un mese dal referendum indetto dal Veneto insieme alla Lombardia, Raniero Guerra, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, bacchetta il governatore Luca Zaia sull’orgoglio autonomista.

L’emergenza

«Quanto è accaduto», nelle parole di Guerra, è l’emergenza ambientale e sanitaria scoperta tra le province di Vicenza, Padova e Verona nell’estate del 2013, quando a seguito di alcune ricerche condotte dal Cnr fu segnalata nelle acque sotterranee, superficiali e potabili utilizzate da una ventina di Comuni e 350 mila persone la presenza di una concentrazione abnorme di sostanze perfluoroalchiliche (le Pfas), un componente chimico utilizzato per rendere le superfici impermeabili all’acqua, dai rivestimenti antiaderenti delle pentole ai tessuti per l’abbigliamento tecnico. Epicentro della contaminazione della falda, secondo l’Arpav, l’agenzia regionale per l’ambiente, sarebbe la Miteni di Trissino, fabbrica chimica dal 2009 di proprietà di International Chemical Investors Group, che però respinge ogni accusa, sostenendo di aver interrotto da sei anni la produzione dei pericolosi «Pfas a catena lunga» e di aver ereditato il grave inquinamento dalle gestioni precedenti, ossia Marzotto e Mitsubishi (con la multinazionale giapponese è in corso una causa, la procura di Vicenza sta indagando da gennaio su nove persone, tra attuali ed ex dirigenti).

Le misure

La scoperta del disastro ambientale ha spinto la Regione ad attivare immediate misure di sicurezza, con l’installazione di speciali filtri a carboni attivi sugli impianti, l’avvio di un piano di monitoraggio che ha coinvolto 84.795 persone tra i 14 e i 65 anni, l’allestimento di un piano di sorveglianza sanitaria pluriennale, la regolamentazione dei pozzi. Ma resta irrisolto il nodo dei limiti da apporre alla concentrazione delle Pfas nell’acqua potabile ed è su questo che ieri si è scatenato il nuovo braccio di ferro tra Zaia e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dopo quello seguito alla decisione (poi ritirata) di Zaia di non applicare per due anni in Veneto la legge sull’obbligo vaccinale.
Il governatore aveva chiesto che fosse il ministero a fissare parametri validi su tutto il territorio nazionale e questo anche per mettere la Regione al riparo dai ricorsi presentati da quanti contestano l’arbitraria applicazione in Veneto, dal 2014, in via precauzionale, di limiti inesistenti nel resto d’Italia. Ma il ministero ha detto no, spiegando che lontano dal triangolo Vicenza-Verona-Padova non si riscontrano criticità tali da giustificare un simile provvedimento.

Zaia: «Atteggiamento scandaloso»

«Prendiamo atto dell’atteggiamento scandaloso del ministero – si è infuriato Zaia – che fa finta di non vedere la realtà e ci invita ad arrangiarci. La settimana prossima, in giunta, approveremo una drastica riduzione dei limiti». E l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin rilancia: «Per il ministero l’emergenza è solo qui ma è stato lo stesso Cnr ad evidenziare situazioni simili nelle aree industriali del Bormida e nel Bacino del Lambro, nell’area della concia di Santa Croce sull’Arno e in quella degli impianti chimici piemontesi di Spinetta Marengo». Guerra ricorda che «è in capo alle amministrazioni locali l’attuazione dei piani di sicurezza delle acque» mentre Lorenzin replica: «Questo rimpallo di responsabilità non è una buona cosa, mi sorprende che Zaia dica che il governo non agisce perché abbiamo individuato noi, insieme all’Istituto Superiore di Sanità, il problema qualche anno fa, invitando la Regione ad arginare gli alti rischi per la popolazione». E il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti annuncia che pochi giorni fa è stato approvato il decreto che sblocca gli attesi 80 milioni necessari per gli interventi strutturali di messa in sicurezza. Molto, ma non abbastanza se si pensa che la Regione ha stimato in 560 milioni i costi per il definitivo superamento dell’emergenza.

FONTE:

CORRIERE DELLA SERA / CRONACHE

22 SETTEMBRE 2017


LE ANALISI DELL’UNIVERSITÀ DI NAPOLI. L’IGIENISTA: RISCHI SOLO SE L’ASSUNZIONE È PROLUNGATA

«Acqua contaminata 
da un rubinetto su quattro»

Ricerca su 50 città in 17 regioni. Dai derivati del cloro ai batteri, le sostanze pericolose

(Azimut)
(Azimut)

Ma che cosa esce dai nostri rubinet­ti? Inquinanti chimici derivati dalla clo­razione e colibatteri che invece non do­vrebbe esserci. Lo studio della seconda università di Napoli, di cui il Corriere aveva anticipato i primi risultati nel­l’agosto 2008, è andato avanti e si è al­largato a 50 città italiane in 17 Regioni. La sorpresa è stata la comparsa anche di batteri che proprio la disinfezione (clorazione) dovrebbe eliminare.

L’obiettivo era quello di esaminare la qualità delle acque che si bevono: quelle dei rubinetti di abitazioni e quel­le minerali imbottigliate in Pet (le clas­siche bottiglie di plastica) di 24 diffe­renti marchi, corrispondenti al 73% del mercato. In totale oltre 35.000 analisi. Nelle città principali (Milano, Torino, Napoli, Roma, Venezia, Bari, Grosseto, Firenze, Pavia, Vercelli, Novara, Bolo­gna, Genova) i campioni prelevati dai rubinetti sono stati almeno una venti­na in case di zone diverse. Massimiliano Imperato, docente di Idrologia e Idrogeologia dell’università Federico II di Napoli e Direttore del Ce­ram (Centro europeo di ricerca acque minerali), è il coordinatore dello stu­dio. Spiega: «I risultati ottenuti indica­no elementi di criticità igienico-sanita­ria nelle abitazioni, dovuti soprattutto alla presenza di contaminanti di natura chimica (composti organo alogenati e trialometani) e microbiologica».

Quali sono le criticità individuate? Imperato riassume: «La presenza in un caso su 4 (circa 25% dei campioni di ac­qua potabile analizzata al rubinetto di casa) di contaminazione fecale proba­bilmente per una scarsa manutenzione delle tubature o dei serbatoi privati. In questi casi il 'carico' di cloro si rivela insufficiente per una completa disinfe­zione delle acque». Il secondo elemen­to di criticità è la presenza quasi siste­matica di trialometani (per esempio cloroformio) e di composti organoalo­genati (trielina, percloroetilene, diclo­roetano). Sottoprodotti chimici della pur fondamentale clorazione: i residui della reazione tra le sostanze presenti nell’acqua (sostanza organica, carica batterica e organismi patogeni) e addi­tivi disinfettanti. Più cloro, più sotto­prodotti «inquinanti».

Ovviamente questi dati riguardano solo i campioni esaminati. «Sì — dice Imperato — ma dovrebbero indurre a fare controlli proprio ai rubinetti e non solo a monte». I gestori degli acquedot­ti, infatti, devono per legge assicurare la disinfezione delle acque fino al con­tatore. Dopo i controlli andrebbero ri­chiesti dagli amministratori dei condo­mini, dai proprietari delle abitazioni. Eppure, sarebbe meglio valutare l’ac­qua proprio al rubinetto. L’eccesso di cloro da che dipendereb­be? Spiega Imperato: «In reti di distri­buzione molto lunghe e articolate, vi sono difficoltà nell’individuare il mini­mo dosaggio utile capace di assicurare la necessaria disinfezione delle acque evitando, allo stesso tempo, la forma­zione di sottoprodotti». I trialometani, in particolare, che mostrano forti varia­zioni di concentrazione nelle acque po­tabili in base alle stagioni. Quando è caldo occorre più cloro per disinfettare le acque. «Per questo andrebbero effet­tuati — insiste Imperato — almeno 4 controlli annui, e non uno solo come prevede la normativa». La distribuzione geografica dei con­taminanti mostra una netta prevalenza dei composti organo alogenati (te­tracloroetilene e tricloroetilene) nel Nord-Italia. Nelle Regioni del Sud (Pu­glia e Calabria) prevalgono i trialometa­ni, in particolare il cloroformio. Il bro­moformio è più presente nelle zone co­stiere della Toscana, bassa Liguria e Pu­glia ionica. I numeri: il 32,82% dei cam­pioni da rubinetto presenta limiti oltre la norma di composti organoalogenati; il 72,82% di trialometani; il 77,44% di entrambi.

Il problema è nei limiti am­messi. C’è disputa tra gli esperti sulle dosi minime tollerabili. E i batteri fecali? Dice Imperato: «Contaminanti di origine microbiologi­ca sono stati riscontrati nel 24% dei campioni da rubinetto analizzati». In particolare nel 5,56% è stata rilevata la presenza di Escherichia coli, nel 18,52% di Coliformi totali, nell’11,11% di Enterococcus faecalis. Inoltre nel 2% è stata rilevata la presenza di Pseudo­monas aeruginosa, nel 15% di Aeromo­nas hydrophila. Conclude Imperato: «In nessun caso è stata rilevata la pre­senza di indicatori di contaminazione fecale o ambientale nelle acque minera­li imbottigliate».

I rischi per la salute? Risponde Mar­co Guida, Igienista e tossicologo: «Re­centi studi hanno mostrato una correla­zione tra l’assunzione prolungata di ac­que clorate e l’aumentato rischio di cancro a prostata, vescica e retto». C’è poi la tossicità per fegato e reni. Infine, tracce di medicinali. «Mini­me — dice Matteo Vitali, chimico igie­nista de La Sapienza di Roma — ma che superano i depuratori del sistema fognario. E alla fine finiscono nei fiu­mi, nei laghi, in mare, nel suolo». Qua­li farmaci? Antibiotici, ansiolitici, an­ti- infiammatori. «Tant’è — aggiunge Vitali — che dal punto di vista normati­vo le aziende farmaceutiche dal 2000 devono anche presentare dossier relati­vi all’impatto ambientale dei principi attivi».

FONTE:

CORRIERE DELLA SERA / CRONACHE

MARIO PAPPAGALLO
12 MAGGIO 2009


Acqua in bottiglia contaminata dal batterio Pseudomonas, ordinato il ritiro

Il ministero della Salute ha diramato una circolare per chiedere il ritiro da supermercati e ipermercati dei lotti "incriminati"


La circolare diramata dal ministero della Salute

La circolare diramata dal ministero della Salute

Acqua contaminata in bottiglia [VIDEO]. Questo l'allarme lanciato dal ministero della Salute che in una circolare (consultabile sul sito ufficiale) ha chiesto il ritiro da supermercati e ipermercati dei lotti "incriminati". Ad essere interessata dal provvedimento è l'acqua della Fonte Cutolo Rionero in Vulture che, stando alla nota diramata dal ministero, presenterebbe il 'superamento dei limiti per il parametro Pseudomonas Aerugunosa'. In altre parole, l'acqua sarebbe contaminata da un batterio: lo Pseudomonas Aeruginosa. [VIDEO]

I lotti interessati

I lotti per i quali si è richiesto il #Richiamo sono otto e riportano i marchi Cutolo Rionero e Eurospin Blues, entrambi acque effervescenti naturali.

I consumatori sono stati invitati a controllare con attenzione l'etichetta ed, eventualmente, a restituire la merce al punto vendita. I codici da tenere "sott'occhio" sono: LR7248C, LR7249C, LR7250C, LR7251C, LR7252C, LR7253C, LR7254C e LR7255C con date di scadenza al 05/09/2018, 06/09/2018, 07/09/2018, 08/09/2018, 09/09/2018, 10/09/2018, 11/09/2018 e 12/09/2018. Il richiamo diramato dal ministero interessa i formati da un litro e da un litro e mezzo.

Pseudomonas Aeruginosa e rischi per la salute

Il batterio Pseudomonas aeruginosa è un piccolo bacillo ubiquitario (significa che può diffondersi al suolo, nell'acqua e anche in ambiente ospedaliero, ndr) che può provocare conseguenze anche gravi sulla salute dell'uomo. La sua capacità di adattamento a diverse condizioni di vita, anche avverse (può svilupparsi in un range di temperatura che va tra i 4 e i 42°C), lo rende uno dei batteri potenzialmente più pericolosi, soprattutto se si considera che è resistente a molti antibiotici e disinfettanti.

Tuttavia occorre segnalare che solo di rado la #contaminazione da Pseudomonas Aeruginosa può avere effetti irreversibili. In ambiente ospedaliero i soggetti maggiormente a rischio sono i diabetici, gli immunodepressi, i dializzati, quelli con respirazione assistita, gli ustionati e gli ammalati di fibrosi cistica.

Le manifestazioni del batterio consistono prevalentemente in infezioni polmonari, otiti, setticemie, infezioni oculari e urinarie. Lo Pseudomonas Aeruginosa è un "osservato speciale" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per la sua particolare antibiotico-resistenza alla classe dei carbapenemi (una classe di antibiotici ad ampio spettro d'azione utilizzata esclusivamente in ambiente ospedaliero). #rischi

FONTE:

BLASTINGNEWS

MARCO BUA , CURATO DA MATTIA VAILATI

UBBLICATO IL: 22 SETTEMBRE 2017